ToDo pubblicato il 24 luglio 2012 in Ambiente

Introdurre limiti di ricarico in percentuale, rispetto ai costi da bolletta, per l’acqua filtrata servita nei ristoranti come misura anti-speculazione.

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Un tempo si diceva che l’acqua del rubinetto non poteva essere rivenduta. Ora non conosco l’attuale normativa, ma trovo scabroso pagare due euro per 75cl di acqua del rubinetto filtrata (ma sarà vero?) dai ristoratori. Bene che venga abbattuto il consumo di bottiglie di acqua di plastica, sopportabile che invece del vuoto a rendere del vetro si offra acqua del rubinetto, ma non a prezzi che sono il centinaia di volte più alti del prezzo in bolletta per un prodotto già di per sé potabile.

Non tutti i casi saranno così, ma questo nuovo trend può innescare speculazioni di ogni tipo se non ci sono controlli. Prezzi fuori dalla ragione, mancata pulizia dei filtri, acqua solo spacciata come filtrata, ecc. Che si inizi intanto con lo stabilire che il prezzo di 1 litro d’acqua filtrata non può superare una data percentuale di ricarico sul prezzo iniziale e poi si può cominciare a parlare di controlli sulla qualità stessa dell’acqua.

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